La grafite è lo scarto inevitabile della produzione industriale di un nostro cliente, la Tecno EDM di Torino che produce elettrodi per il settore aeronautico, aerospaziale, ferroviario e automotive: tonnellate di grafite che finiscono solitamente in discarica, seppellite sottoterra.
La grafite è un materiale atossico, inerte e per come la vedo io, prezioso. La sfida che ci viene sottoposta è quella di provare a produrre un oggetto adatto a comunicare e promuovere il loro marchio da utilizzare durante la prossima Fiera di Parigi, partendo proprio dallo scarto di grafite.
Era il 2013 e scopriamo che – incredibile a dirsi – non esiste alcun produttore di matite in Italia e quindi nessuna possibilità di inserirci in un processo produttivo già esistente sul nostro territorio con cui creare una partnership per sostituire materia vergine con la nostra di scarto.
Nessuno fino ad allora aveva mai riutilizzato la grafite di scarto: era l’occasione perfetta per capire cosa saremmo stati capaci di fare partendo da zero, e testare le vere potenzialità di Alisea dopo 20 anni di lavoro sui più disparati materiali di scarto e dove, in futuro, saremmo stati in grado di arrivare.
Se in Italia qualcuno avesse prodotto matite, non avremmo conseguito la consapevolezza di quanta strada avessimo percorso e non saremmo mai salpati alla scoperta di nuovi mari guidati da venti favorevoli: gli alisei, da cui prende il nome la mia azienda, sono i venti che guidano i navigatori durante il loro viaggio verso approdi sicuri.
Alisea promuove un sistema industriale rigenerativo anziché estrattivo e cerca di creare scambi di risorse tra due o più industrie, con l’obiettivo di generare vantaggi competitivi reciproci. L’azienda si pone come promotrice della simbiosi industriale ed economica attraverso l’innovazione nei processi produttivi in economia circolare.







